Puericultrice. Tra mito e realtà.

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Chi sono i tuoi maestri?

I miei maestri? I bambini, da loro ho imparato tutto.

La prima volta che ho sentito parlare di puericultrice ho pensato: “ma voi siete matti”. Pensavo si trattasse di una figura inutile, in fondo che ci vuole mai a impostare i ritmi di un neonato? E ora, al secondo figlio che ha da poco fatto nove mesi, posso dire con certezza che mi sbagliavo. Impostare i ritmi di un neonato è un casino. Una delle imprese più difficili che ci siano. Considerando poi che lo facciamo dopo aver partorito. Quindi con l’umore vagamente instabile e sentendoci come se il nostro corpo avesse subito un esproprio, il tutto si complica ancora di più. Certo poi si dimentica o comunque non ci pensiamo più. Ma i primi mesi sono duri. E spesso li affrontiamo da sole. Perché c’è molta paura di chiedere aiuto. Perché non ci si tramanda più di donna in donna tutto il sapere in fatto di post parto e neonato come ai tempi delle nostre nonne. Prima la comunità femminile si stringeva intorno alla neomamma per rivelarle ogni segreto acquisito con fatica. Oggi no. In ospedale mi ricordo che sono venute a trovarmi donne in forma smagliante e guardandomi, sfinita dalla stanchezza e sentendomi un pallone con la sensazione che non sarei mai più tornata come prima, mi hanno detto “certo guarda stai un fiore, il parto naturale è una vera passeggiata.” Ovviamente loro avevano già dimenticato, ormai con bambini di tre anni e ovviamente hanno fatto cesareo. Una volta una mia amica mi ha detto che forse le donne fanno così perché non vogliono ricordare il loro parto, quei primi mesi a casa. Fingono con la nuova neomamma perché fingono con loro stesse. Può darsi, ma secondo me dobbiamo smettere. Dobbiamo raccontarci la verità. Gioie e dolori. Paura e sconforto, perché così faremo sentire capite la mamma accanto noi. Continua a leggere “Puericultrice. Tra mito e realtà.”

feste per bambini: ciao dieta.

Children celebrating birthday in park

Settembre sta finendo e la mia dieta, posticipata ogni lunedì non è mai decollata. Proprio ieri avrei voluto farle fare un salto di qualità (alla dieta intendo) ma dopo il weekend ho capito che ora che sono #30mama devo cambiare strategia; forse il lunedì mi serve il digiuno. Continua a leggere “feste per bambini: ciao dieta.”

sabbia solo sabbia


Stessa spiaggia stesso mare un par di palle. Forse la location sì ma per il resto, delle estati dai 15 anni in su questa del 2016 non ha molto altro in comune. A questo giro non mi sono fermata un attimo, niente lettini consumati dalle chiacchiere con le amiche. Niente riviste di gossip da sfogliare. Flirt con i bagnini neanche l’ombra, anche perché ogni fascino se ne va chiedendo di portarti in riva il canotto di Masha e Orso. E niente nottate folli in giro, tra falò sulla spiaggia e stelle da guardare. A pensarci bene la follia, quella è rimasta… nottate a cercare di interpretare l’unica lingua di cui servirebbe traduzione e di cui invece nessuno capisce più o meno una ceppa: il pianto dei bambini notturno.

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Stessa spiaggia, stesso mare. Di valigie, sandali e secchiello.

spiaggia
Vi ricordate di quelle estati che iniziavano con l’ultima campanella di scuola e finivano i primi di settembre con quell’atmosfera eccitante e insieme malinconica?  fatta di ombrelloni che si chiudono e banchi di scuola che ci aspettano. Di quando si andava in spiaggia su una bici e si implorava per rimanere sul muretto del Lido fino a mezzanotte. O ancora prima, quando eravamo così piccoli da sognare un canotto a forma di canoa e si faceva a gara per costruire un vulcano da cui uscisse fumo vero. O ci si sotterrava i piedi sotto la sabbia mentre aspettavi ore e ore per poter fare il bagno al mare dopo mangiato.

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Feste, Coca e Rock&Roll

Nella vita è sempre una questione di feste, poco importa se a base di Mojito o di succhi alla pesca e caramelle. Una festa è sempre una festa. Si balla fino all’ultimo minuto, molleggiando sulle ginocchia cercando di rimanere in piedi. Si salta, su un gonfiabile (o abbracciati agli amici ubriachi) e si inseguono sogni. Non fa differenza se sono sogni d’amore o fatti di bolle di sapone, i sogni sono sogni. Si soffiano le candeline e si esprime un desiderio. Si battono le mani e ci si emoziona. Continua a leggere “Feste, Coca e Rock&Roll”