Sarà difficile diventar grandi, prima che lo diventi anche tu

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Diventando grandi

Meglio leggere ascoltando A modo tuo.

Ligabue ha ragione. Da quando sono diventata mamma mi domando spesso cosa voglio insegnare ai miei figli. Come posso aiutarli a crescere, a diventare “grandi”se non ho ben capito nemmeno io come si faccia. E a volte mi sento inadeguata, perché la verità è che io  stessa sto ancora imparando a diventare grande, che non ho finito di capire chi sono. Che ogni giorno scopro qualcosa di nuovo su di me. Alcune volte qualcosa di buono altre un po’ meno. Essere mamma trentenne in questo mondo è complicato. Perché tutto intorno a noi ci dice come fare come non fare, senza darci però nessuna vera indicazione. E alla fine ci sentiamo sole.

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Auguri all’amore

 

pexels-photo-207962.jpegTanti auguri. A chi si ama follemente, a chi si morde le mani per un bacio non dato. A chi ha 15 anni e vive questo giorno con un’enfasi che poi si dimentica. A chi ha ricevuto i fiori e a chi li ha regalati. Auguri all’amore. A quello di un bacio al buio, dato in una macchina davanti al portone di casa, mentre lui ti tiene il viso tra le mani. Con il cuore che batte all’impazzata e la paura che l’altro lo possa sentire. Che poi se ne accorge che batte e invece vuoi fare finta che non sia così. A chi non ha paura di dirlo, amore. A chi non sa amare e ci fa soffrire, magari imparerà. Auguri all’amore della nostra vita. A quello che invece ora ci sembra un estraneo, che prendersi per mano sembra impossibile e magari è solo una faccenda di coraggio. Auguri all’amore folle, quello fatto di sorprese, di fiori e di baci sotto la pioggia. Auguri all’amore di quando nasce un figlio, che a volte è stanco ma che è diventato ancora di più. Auguri a chi ha paura di viverlo, che ama in silenzio e non riesce a lasciarsi andare. Auguri all’amore delle mamme, all’amore tra sorelle e a quello tra amiche. All’amore in ogni sua forma. Perché senza siamo niente.

 

 

trova il tuo pensiero felice

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E poi spicca il volo. A questo servono i pensieri felici. Domenica sono stata a pranzo con tutta la mia famiglia, noi sei fratelli, vari annessi e connessi ;), mia mamma e tutti i nipotini. Mentre andavo verso casa di mia madre mi sono sentita invasa di amore e felicità, ho comprato dei girasoli e Roma con il primo freddo illuminato di sole mi ha fatto venire l’idea. Ogni giorno voglio trovare un pensiero felice. E spiccare il volo. Come per i bimbi sperduti di Peter Pan, vi ricordate? Magari non riuscirò a volare fino alla seconda stella a destra, anche perché mi sa che sono fuori tempo massimo per l’isola che non c’è, ma almeno mi sarò regalata un sorriso e avrò impresso una cosa positiva di quel giorno. Sì, ci sono giorni in cui non si trovano o è difficile pensare positivo ma se poi ripensi che anche le biglie possono essere un pensiero felice tutto si alleggerisce e si fa possibile. Dai almeno uno a settimana lo troveremo no? Ecco perché il mio ashtag, #trovailtuopensierofelice.

Scrivetemi i vostri e facciamo un meraviglioso muro pieno di pensieri felici. Quello sì che ci farà volare!

Mille baci

Fede

Dicono e invece non lo sanno.

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Dicono che non dormirai più. E un po’ è anche vero. Dicono che non leggerai più, che non andrai più dall’estetista, che per te non avrai più nemmeno un minuto e che i primi mesi saranno un incubo. Dicono che tuo marito dopo il parto ti guarderà con occhi diversi. Che sarai gelosa del suo amore per la nuova arrivata. Che la vostra intimità non esisterà più e che la casa sarà sempre in disordine. Mi hanno detto questo e anche altro. E’ vero, dormo di meno e spesso mi sveglio nel cuore della notte. Ma non mi hanno detto che quando entro a casa e vedo i giocattoli sparsi per il salotto sorrido, perchè quei colori mi accendono il cuore di allegria. La giraffa Sophie è più preziosa per me di qualunque oggetto di arredo visto su AD. Sì è vero, la casa è rumorosa e a volte quando piangi mi fai diventare matta. Ma non mi hanno detto che i rumori che si ricordano sono i versetti di gioia che fai davanti al ciuccio. O la tua risata se faccio finta di farti volare. Non mi hanno detto che quando la notte mi sveglio sono stanca certo, ma che quando ti accuccioli sul mio petto e con un mano ti allunghi per toccarmi la faccia mi sciogli il cuore. Controlli al buio che sia proprio io e mi accarezzi piano la guancia e le labbra e in quei momenti mi dimentico persino che sono le 4 di mattina. È vero tuo padre ti ama alla follia ma è un amore che mi rende orgogliosa, non gelosa. Non mi hanno detto che sì, lui mi guarda in modo diverso, con ancora più amore. Perché ora ha un motivo ancora più forte per guardarmi come fossi la donna più meravigliosa del mondo. Dicono che ti sentirai gonfia e fuori forma e ci sono giorni in cui è vero ma non mi avevano detto che ogni giorno ci sono attimi in cui mi sento la più bella del mondo. Perché nei tuoi occhi ho un nuovo specchio: e quando mi guardi, ti si accende una luce speciale che mi fa sentire unica. Dicono un sacco di cose e tu lasciali parlare. Io ho fatto venire un’estetista a casa due settimane dopo il parto. La verità e che chi ci spaventa non faceva la ceretta nemmeno prima, figuriamoci dopo. Da quando sei nata ho già letto 5 libri, perché non mi hai lobotomizzata ma reso mamma.

Ecco Sophie, la giraffa che mia figlia adora. Un giocattolo con una storia, andate a vedere vi piacerà 😉

http://www.sophielagiraffa.it

sophie

baci baci

Fede

p.s. piano piano sto tornando…perché dicono che non riuscirai più a fare niente ma non è vero. post più spesso per dimostrarlo, soprattutto a me!

it’s a girl!

La verità è che anche se lo sapevo che saresti arrivata non ero preparata. Ti ho aspettato nove mesi, guardando la mia pancia crescere. Lo sapevo che eri lì, che eri tu, eppure mi hai sorpreso. Mi hai reso impaziente e del nostro primo momento insieme avevo immaginato ogni frammento, a volte mi sembrava già così vero da farmi commuovere. E invece non mi ero nemmeno avvicinata all’emozione che ho provato. Per un momento in sala parto il mondo si è fermato; non mi ricordo rumori, odori o colori. Solo io e te. Appoggiata al mio cuore, rannicchiata come quando stavi ancora nella panca hai scalato il mio petto, con gli occhi già aperti. Occhi piccoli e grandissimi puntati verso di me. Allora sei tu quella che mangiava tutto quel gelato? E sì, mi sono commossa, così tanto che ti ricordo sfocata. A volte succede. A volte con l’immaginazione pensiamo al futuro in modo vivido, ogni particolare è ben definito e tutto è chiarissimo. Invece nella realtà l’emozione sfuma i contorni e rende tutto più reale e meno netto. Non avevo mai provato tanto amore, paura, gioia e fatica come in quell’istante. Tu con gli occhi aperti verso di me, i tuoi nei miei e in quel momento la mia vita è cambiata per sempre.

Benvenuta Beatrice!
Con amore,
Mamma